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La malattia parodontale, volgarmente detta “piorrea”, è un processo infiammatorio cronico provocato dalla placca batterica che determina una perdita progressiva dei tessuti di sostegno del dente (osso, legamento parodontale e cemento) fino alla sua inevitabile perdita.

I SINTOMI

Essendo un processo infiammatorio di tipo cronico, la malattia parodontale è generalmente asintomatica (non c’è dolore).
Tuttavia si possono osservare:

– Sanguinamento ed abbassamento delle gengive
– Mobilità dei denti
– Sventagliamento dei denti
– Alitosi
– Dolore nel caso si formino ascessi (fase acuta della malattia parodontale)

POSSIBILI COMPLICANZE

E’ stato dimostrato che pazienti con malattia parodontale in atto presentano:

– rischio 3 volte maggiore di sviluppare ictus e infarto
– rischio 8 volte maggiore di parto prematuro con feto minore di 2,5 Kg
– possibilità di polmoniti e ascessi cerebrali.

STADI DELLA MALATTIA

Possiamo schematizzarli in gengiva sana, gengivite e parodontite.

GENGIVA SANA

La gengiva ha un colore rosa, non sanguina.
Se si inserisce una sonda nel solco gengivale, questa entra per massimo 2-3 mm.

Un eventuale accumulo di placca determina in qualche giorno il passaggio allo stadio successivo.
La gengiva è arrossata e presenta sanguinamento spontaneo o provocato da masticazione o spazzolamento.

Il sondaggio parodontale può essere aumentato a causa del rigonfiamento dei tessuti infiammati.

La gengivite è reversibile se si provvede ad eseguire una’accurata igiene dentale seguita dallo spazzolamento giornaliero.
Non eseguire queste procedure determina il passaggio alla fase di parodontite.

PARODONTITE

La gengiva è arrossata e sanguinante. I denti possono apparire “più lunghi” a cause della retrazione gengivale che spesso accompagna la perdita di osso di supporto.

Il sondaggio è notevolmente aumentato a causa della perdita di osso e del distacco della gengiva dal dente (tasca parodontale).

La parodontite progredisce nel tempo perché non è possibile pulire all’interno della tasca con spazzolino o colluttori.

Se si vogliono salvare i denti è necessario un trattamento specialistico.

La diagnosi della gravità di parodontite si basa su diversi dati, clinici e strumentali:

– Presenza del sanguinamento
– Entità del sondaggio attorno ai denti
– Mobilità e spostamento dei denti
– Status radiografico che permette di osservare il livello dell’osso.

TERAPIA

Presupposto indispensabile per il successo della terapia parodontale è l’accurata igiene orale domiciliare del paziente, in modo da eliminare la placca batterica che è la causa della parodontite.

Ottenuto questo primo obiettivo, il dentista può procedere con il trattamento, che si può schematizzare in 3 fasi:

Fase igienica:

Il dentista pulisce accuratamente in profondità le tasche parodontali, togliendo la placca e il tartaro sottogengivale. Dopo circa 1 mese si ripete la visita parodontale per vedere i miglioramenti.

Fase chirurgica (se necessaria):

Dove sono presenti ancora sondaggi occorre eliminarli con degli interventi alle gengive.

Fase di mantenimento:

Una volta ottenuta la guarigione, è fondamentale evitare la recidiva. Questa può essere prevenuta con l’accurato spazzolamento domiciliare e con dei controlli trimestrali di igiene da effettuarsi presso lo studio. La frequenza dei controlli è necessaria per evitare che una eventuale gengivite localizzata porti ad una perdita di osso. Sottoponendosi alla terapia di mantenimento le percentuali di successo a lungo termine sono elevate.

Vi consigliamo di approfondire le vostre conoscenze sulla malattia paradontale collegandovi al sito internet:

sidp.it

edito dalla Società Italiana di Paradontologia.

DOMANDE

E’ vero che una volta curata la Malattia Parodontale ci si ritorna ad ammalare in poco tempo?

E’ falso.

La malattia parodontale è guaribile in modo predicibile. E’ tuttavia indispensabile tenere ben presente quanto segue: i pazienti colpiti da malattia parodontale (piorrea) a causa delle loro scarse difese nei confronti della placca che ospitano in bocca, richiedono un particolare controllo dopo aver eseguito la terapia parodontale (terapia di mantenimento).

Pazienti che non si sottopongono a visite di controllo e terapia di mantenimento, nel 100% dei casi ritornano ad avere una situazione pre terapia nell’arco di 2 ANNI.

Pazienti che si sottopongono a normali ablazioni del tartaro ogni 3-4 mesi, nel 70% dei casi ritornano ad avere una situazione pre terapia nell’arco di 5 ANNI.

Pazienti che si sottopongono a terapia di mantenimento personalizzata ogni 3-4 mesi, solo nel 4% dei casi ritornano ad avere una situazione pre terapia nell’arco di 10 ANNI.

Ho un dente ammalato di parodontite non trattabile. Il dentista mi ha consigliato di toglierlo. Posso invece tenerlo finché non cade da solo, dal momento che non ho dolore?

Tenere in bocca un dente che ha un sondaggio parodontale è come avere una mina che può esplodere da un momento all’altro.

In una tasca parodontale si moltiplicano infatti i batteri tipici della malattia parodontale. Questi batteri possono attaccare gli altri denti e fare insorgere facilmente la malattia parodontale o la recidiva in altri siti.

Pertanto l’estrazione del dente in questione è indispensabile per avere una bocca sana senza batteri pericolosi.

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