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FATTORI SCATENANTI, RIMEDI E CONSIGLI

Il bruxismo non è una malattia, ma una parafunzione; tutti noi serriamo i denti centinaia di volte al giorno, ma si parla di parafunzione quando la forza è eccessiva e l’atto viene compiuto non per scopi funzionali (come masticare o deglutire).

Si può presentare da solo o in associazione con altre abitudini viziate, come il mordicchiamento delle unghie o di penne, il succhiamento di labbra, posture non fisiologiche della mandibola.

Probabilmente è la forma più diffusa di parafunzione nell’uomo: sintomi correlati al bruxismo sono riscontrabili nel 78% della popolazione.

Il bruxismo va suddiviso nelle sue due maggiori modalità:

1) il serramento (bruxismo statico)
contrazioni inconscie senza movimenti laterali, si presentano solitamente di giorno.

2) il digrignamento (bruxismo dinamico)
dovuto a stress fisico o psicologico, che provoca movimenti laterali della mandibola durante il sonno.

Nel 55% dei pazienti la comparsa dei sintomi è quotidiana, ma il 14% non avverte mai nessun sintomo.
Nei bambini e negli adolescenti è molto frequente.

Il bruxismo si manifesta come una serie di contrazioni muscolari. I muscoli elevatori della mandibola sono quelli più sottoposti a stress durante questi episodi e provocano microtraumi a carico dell’intero apparato stomatognatico.

Se non trattato il bruxismo andrà a danneggiare le strutture orali in relazione alla sua durata ed intensità.

Il paziente potrà riferire una sensazione simile ad un crampo. I muscoli colpiti da questi spasmi diventano sempre più rigidi fino ad arrivare ad una limitazione dei movimenti a vere e proprie disfunzioni.

COME SI PUÒ CAPIRE DI ESSERE BRUXITI?

Ci sono dei segni e dei sintomi piuttosto evidenti che il paziente può riconoscere:

– usure dentarie fino ad avere denti mobili e spostati
– rumori articolari
– muscoli del viso affaticati o ingrossati
– sonno non ristoratore con senso di fatica e di dolore al risveglio
– rumore di digrignamento durante il sonno
– emicranie e cefalee
– dolore al collo, spalle e torace

Pz bruxista con evidenti usure dentarie, trattato con faccette in ceramica per ricostruire l’integrità dei denti, previa terapia con bite per ristabilire l’equlibrio muscolare.

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TERAPIA

La terapia immediata consiste nell’inserimento tra le arcate di una ((placca occlusale)) che permette la “deprogrammazione” dei movimenti anomali ed il ritorno ad uno stato di normalità articolare e muscolare.

Se dopo alcuni mesi di utilizzo della placca questa condizione viene raggiunta in modo soddisfacente sarà possibile allora definire meglio l’iter terapeutico successivo che potrà essere:

Informazione ed autocontrollo: vanno forniti dei diari comportamentali in modo che il pz prenda coscienza della parafunzione.

Prolungamento a vita dell’uso della placca occlusale a seconda della necessità (periodi di particolare stress)

Trattamento protesico finalizzato a ricreare il tessuto dentale usurato e contestualmente ritrovare la postura armonica dento-mascellare.

Terapia farmacologia finalizzata a ridurre l’infiammazione e l’iperattività muscolare. (farmaci analgesici e miorilassanti)

Autoterapia e fisioterapia: molti pazienti traggono beneficio da tecniche di rilassamento e stretching dei muscoli masticatori. Lo scopo di questi esercizi è di rilassare e riallungare gradualmente le fibre muscolari contratte.

Un altro esempio di usure dello smalto da bruxismo e terapia protesica mediante ricostruzione dell’anatomia dentale con faccette ceramica integrale

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